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EQUIPAGGIAMENTI
NR.3


SHOCKTROOPS ASSAULT VEST
di
FABRIZIO BUCCIARELLI

Retro e fronte del
Viper Hong Kong
Police Vest
versione "Camo"


entinaia di Euro, queste le cifre che spesso ci vengono proposte in spesa per l’acquisto di un Tactical Vest nelle sue varie tipologie e "firme" dalla mitica Blackhawk in poi, ma esiste la possibilità di acquistare e valutare al meglio un racket senza per questo aprire un mutuo bancario e comunque avere a disposizione buoni standard costruttivi e di impiego?
A mio avviso la risposta può essere affermativa, anche se la ricerca non è certo breve nè facile dato che in tutto quel misterioso universo che è il surplus militare incappare nella classica "bufala", anche se apparentemente denominata "Special Forces Tactical Vest", è ordinaria amministrazione.
I due modelli che andremo a prendere in considerazione sono stati acquistati su Internet dalla nota distribuzione www.shocktroop.com emanazione per la vendita on-line della Shocktroops Enquire da anni riferimento per gli appassionati di militaria moderna e per i professionisti che si avvalgono di materiali a buon livello e costi ragionevoli.
Velocissimi nella spedizione, il pacco mi è giunto in ottime condizioni e senza rotture grazie ad un imballaggio curato e intelligente e che ho aperto davvero a fatica pregustando la valutazione del mio acquisto.
Al suo interno, assieme al solito scontrino, i due involucri di nylon trasparente con al loro interno i due modelli che avevo scelto in base al mio interesse per un equipaggiamento da impiegare nelle azioni notturne e quindi con divisa nera "All Black".
Il VIPER HONG KONG POLICE VEST in dotazione alle SDU (Special Duties Unit) mi ha piacevolmente stupito per le dimensioni ridotte e quindi adattabile a varie tipologie di statura tra cui eventuale personale femminile.



Realizzato in cordura 1000, vanta alcune caratteristiche atipiche in questa fascia di proposte e prezzo quali la spalla "Sniper" e relativi contenitori per i proiettili esterni (area superiore sinistra), allacciatura alla coscia, colletto imbottito e, non da sottovalutare, una vera e propria maniglia onde trasportare l’operatore se ferito o incidentato.
Nella parte anteriore troviamo ovviamente l’allacciatura centrale che risulta abbastanza resistente e regolabile in abbinamento a quella laterale che consente di adattare al meglio il racket e un gran numero di tasche e contenitori vari: un capiente mascone sul lato inferiore destro mentre sul sinistro due portacaricatori da M16/M4 e simili, due portacaricatori da pistola in cal. 9x21, altri due eventuali portacaricatopri da adattare anche a contenitore ausiliario per gas o altro, portagranate.
Sull’area posteriore notiamo due piccole tasche "Utilità" generiche e una dedicata alla radioricetrasmittente.
Si indossa senza problemi di sorta così come le regolazioni che appaiono veloci e istintive e la sua spartana comodità permette un movimento fluido e senza intoppi.
Un Tactical senza troppi fronzoli nato e utilizzato per impieghi realmente operativi.
Il secondo modello, sempre in configurazione "All Black" per impieghi notturni, ma come il precedente disponibile anche in versione camo e military green, viene denominato
VIPER SOUTH AFRICAN ASSAULT VEST e va considerato di concezione più militare e quindi della "famiglia" dei Tactical Load Bering Vest con a disposizione ben tredici tasche di varie dimensioni.



Anche qui ottime cuciture su una complessiva realizzazione in Cordura 1000 che permette un utilizzo davvero "sporco" nel vero senso del termine e quindi adatta agli utilizzi più vari che si possa immaginare in ambito delle truppe d’assalto o azioni di Special Forces.
L’intera struttura del T.L.B.V. è intelligente e comoda e gli spallacci si regolano immediatamente tramite un sistema di cinghie che ne permette la regolazione superiore; quella laterale è un po' più complessa dato che sia a destra che a sinistra sono ben quattro le regolazioni che però ne mettono in risalto la precisione nell’aggiustatura sul corpo del militare.
La parte anteriore, realizzata su una base a rete piuttosto resistente con relative imbottiture interne per una maggiore protezione e comodità è composta da numerose tasche anche di notevoli dimensioni configurate in modi anche piuttosto anomali, sul lato destro inferiore troviamo infatti un mascone con ulteriori spazi suddivisi dove possono essere inseriti molti tipi di equipaggiamento e subito dopo due porta caricatori tipo Galil nella versione sudafricana "R" oppure serie Colt M16/M4; nella parte superiore sono state posizionate due tasche minori da utilizzare per sistema Radio oppure per il set medico di base.
Il lato sinistro è invece strutturato diversamente con due grosse tasche di differenti dimensioni tra cui una con porta caricatore da arma d’assalto e l’equivalente del lato destro nella parte superiore.
Si noti l’assenza di fondina o porta caricatore da arma corta che ne sottolinea l’uso per le truppe d’assalto con carattere specificatamente "Military".
Nella parte posteriore, dedicata alla schiena del combattente, è stato posto un vero e proprio zainetto che indifferentemente potrà essere usato per un sistema di idratazione base oppure per un ulteriore ampliamento dell’equipaggiamento quale sacco a pelo non invernale, cibo, zanzariera, materiale vario.
Un T.L.B.V. estremamente comodo che sfrutta tutta l’esperienza sudafricana per il combattimento nel "bush" ma anche una generale configurazione che ricorda molto da vicino le specifiche intuizioni degli equipaggiamenti israeliani similari.

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