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ONORI
NR.1
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BANDIERE MILITARI ESTENSI DEL '700
di
ERALDO ANTONINI e G.C. BOERI
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elle guerre che impegnarono le monarchie europee nella prima metà del Settecento furono coinvolti anche piccoli stati sovrani i quali, o perchè impossibilitati a conservare una posizione autonoma e perciò costretti loro malgrado a prendere campo, o per rafforzare ed accrescere una presenza geopolitica divenuta precaria, schierarono i loro Eserciti sui campi di battaglia.
Tra questi vi era anche l'Esercito del Ducato di Modena, uno tra i più antichi Stati Italiani (1).
Nell'estate del 1740 il Duca Francesco III°, al fine di riorganizzare e potenziare il proprio Esercito, composto da una Compagnia di Guardie del Corpo di circa 100 uomini, un Reggimento Corazzieri, un Reggimento Dragoni (Colonnello il Marchese Rangoni), una Guardia Svizzera (Alabardieri), un piccolo Corpo di Artiglieria e un Reggimento di Fanteria Nazionale Guardie a piedi (detto anche la Palude), istituì cinque Reggimenti Nazionali di Fanteria: Reggio, Modena, Mirandola, Frignano e Garfagnana.
Ogni Reggimento era formato da uno Stato Maggiore e da quattro Compagnie per un totale di 600 uomini, dei quali 484 erano soldati comuni.
Da questi numeri si comprende come i Reggimenti fossero in realtà costituiti da un solo Battaglione.
Le prime tre Compagnie erano comandate nell'ordine dal Colonnello, dal Tenente Colonnello e dal Maggiore, i quali contemporaneamente appartenevano anche allo Stato Maggiore Reggimentale; la quarta Compagnia aveva, invece, come comandante un Capitano.
I militari reclutati dovevano essere di bella presenza "non avendo mai voluto accettare uomini di poca apparenza, nè di statura inferiore a quella convenuta nella Capitolazione" (2).
Nel 1755 ciascun Reggimento Nazionale di Fanteria risultava essere formato da cinque Compagnie, in quanto alle quattro precedenti ne fu aggiunta una di Granatieri.
Gli organici di un Reggimento comprendevano 528 soldati comuni, 18 tamburi e pifferi, 36 Caporali, 18 Sergenti e 20 Ufficiali per un totale di 620 uomini.
Mentre la singola Compagnia aveva in organico 120 soldati comuni, i Granatieri ne avevano solo 52.
Le prime tre Compagnie (sia nel 1740 che nel 1755) avevano ciascuna in organico un Alfiere, in quanto solo a queste era concessa la Bandiera.
Le uniformi della Fanteria Nazionale erano costituite da giustacori, veste e calzoni di panno bianco con mostre (fodere e paramani) di diverso colore a seconda del Reggimento.
Il 1° Reggimento Nazionale Reggio aveva come colore distintivo il bleu, il 2° Modena il rosso, il 32° Mirandola il verde, il 4° Frignano il giallo e il 52° Garfagnana il nero.
I bottoni erano gialli per il 1° e il 32° Reggimento e bianchi per gli altri.
Le Bandiere d'Ordinanza dei cinque Reggimenti Nazionali
REGGIO
MODENA
MIRANDOLA
FRIGNANO
GARFAGNANA
(ipotesi ricostruttiva)
Per tutti: nastri color oro e cravatta blu con bordi bianchi.
Nel 1745 il Duca di Modena di fronte alle sistematiche violazioni della sua neutralità da parte degli Austro-Sardi dovette prendere campo con i Gallo-Ispani (come erano chiamate le truppe coalizzate di Francia e Spagna, a cui si aggiunsero quelle di Napoli e della Repubblica di Genova).
In realtà già nel 1741 era stato sottoscritto un trattato di alleanza tra la Spagna ed il Duca di Modena, con il quale il Duca si impegnava a prendere campo con un Esercito di 5000 uomini, ripartiti in 7 Battaglioni di Fanteria, 120 artiglierie e 360 soldati montati, metà Dragoni e metà Corazze.
L'Esercito Modenese fu lasciato quasi completamente solo di fronte ai nemici ed il Duca dovette abbandonare Modena ed unirsi agli alleati.
La Compagnia delle Guardie del Corpo scortò il Duca, che con il grado di Mastro di Campo Generale si unì all'Esercito Ispano-Napoletano e in seguito prese parte alla battaglia di Velletri nel 1745.
Secondo un documento d'epoca conservato nell'Archivio di Stato di Modena, le Compagnie Colonnelle dei Reggimenti Reggio, Modena e Mirandola avevano una Bandiera turchina al cui centro era posta l'aquila Estense di color bianco sormontata da una corona Ducale color oro; ad ogni angolo era posto un giglio anch'esso color oro.
I quattro lati erano inoltre orlati da un bordino di colore bianco.
Nel documento citato la Bandiera del Reggimento Frignano invece è rappresentata senza il bordo bianco (3).
Del Reggimento Garfagnana, il quinto di quelli Nazionali di Fanteria, non abbiamo documentazione iconografica relativa alle sue bandiere, tuttavia non è azzardato ipotizzare che la tipologia vessillologica fosse la medesima di quella in uso negli altri quattro Reggimenti.
Le Compagnie Tenente Colonnella e Maggiora di ciascun Reggimento Nazionale avevano le Bandiere d'Ordinanza suddivise in quattro quarti da una croce turchina posta al centro: ogni quarto era a sua volta suddiviso in due triangoli secondo lo schema presentato nelle tavole.
In un documento della seconda metà del Settecento è riportato il cerimoniale della benedizione delle Bandiere il quale fissava con esattezza le fasi che costituivano tale cerimonia.
Il Reggimento al completo si disponeva in ordine di battaglia davanti alla chiesa ove si sarebbe svolta la benedizione, mentre le bandiere, racchiuse in apposite borse, erano portate dai sergenti.
Quando il reggimento aveva terminato la disposizione dei propri uomini, le bandiere venivano estratte dalle borse e, tenute avvolte, passavano nelle mani dei capitani.
A questo punto si formava un piccolo corteo composto, nell'ordine, dal colonnello comandante il reggimento, dai capitani comandanti le compagnie che portavano le bandiere, dagli alfieri, da quattro sergenti e dai tamburi.
Giunto in chiesa il piccolo corteo si inginocchiava e solo allora i capitani spiegavano le bandiere e le consegnavano al colonnello che, a sua volta, le porgeva al sacerdote per la benedizione.
Una volta avvenuta la benedizione, il colonnello riconsegnava le bandiere ai capitani, il corteo si riformava nell'ordine iniziale ed usciva dalla chiesa a tambur battente.
Giunto nel piazzale antistante la chiesa, il reggimento presentava le armi alle bandiere che venivano consegnate al maggiore.
Questi, fatto cessare il rullo dei tamburi, si rivolgeva al reparto schierato dicendo ad alta voce: "Signori ufficiali ecco le marche d'onore che sua Altezza ha dato al reggimento, persuaso che spargeranno fino all'ultima goccia il loro sangue per conservarle, e che sotto di quelle combatteranno con eguale pietà e valore per la gloria di Dio e dell'Altezza Serenissima".
Riferendosi alla truppa il maggiore continuava dicendo: "Soldati, la Santa Chiesa ha benedetto queste nuove marche d'onore che sua Altezza ha date al reggimento, voi dovete riguardarle come vostra unica speranza, e piuttosto siete in obbligo di morire che di lasciarle, ed in testimonio al giuramento che voi ora ne fate nel vostro cuore a Dio, ed a Sua Altezza levate tutti la mano".
A tal punto il reggimento giurava fedeltà alla bandiera.
Avvenuto ciò il maggiore consegnava le bandiere agli alfieri dicendo: "Vi si confidano queste preziose marche d'onore attesa la sicurezza che non le perderete se non con la vita".
Consegnate le bandiere, i tamburi riprendevano a rullare, gli alfieri seguiti dai sergenti si ponevano al centro del reggimento che, agli ordini del colonnello, lasciava il luogo della cerimonia.
Presso l'Armeria reale di Torino sono conservate alcune bandiere catturate durante la guerra di successione austriaca (1742-1748) dalle truppe del re di Sardegna agli estensi nel corso della campagna nel Nord Italia.
Le bandiere (vedi tavole) sono quelle di un reparto di cavalleria (probabilmente del reggimento di corazze Montecuccoli), di alcune compagnie della fanteria di linea e di un reggimento di fanteria svizzera.
Bandiera Colonnella di un Reggimento di Fanteria Nazionale.
Bandiera catturata dai Piemontesi ai Modenesi tra il 1745 e il 1746.
Si tratta, probabilmente, di una Bandiera d'Ordinanza del Reggimento Svizzero Ross.
Stendardo di Cavalleria catturato dai Piemontesi ai Modenesi tra il 1745 e il 1746.
Si tratta, probabilmente, dello Stendardo del Reggimento di Corazzieri.
La corona è in argento e oro.
Le frande, bianche in figura, in realtà erano in oro e rosso.
La veste della Madonna era rosa.
Gigli e "graffiti" in argento.
Note:
(1) Gli Estensi, a seguito di un'annosa disputa col Papato, nel 1598 dovettero abbandonare l'antica capitale di Ferrara.
Fu così che Modena venne eletta, dall'allora Duca Cesare d'Este, nuova Capitale dello Stato.
(2) Lettera del Commissario Benvenuti del 17 Aprile 1746.
(3) Siamo portati a pensare che l'assenza del bordo bianco sia dovuta più ad una imprecisione dell'Ufficiale che ha realizzato il disegno che non ad una disposizione.
Non si spiegherebbe altrimenti perchè le Bandiere degli altri tre Reggimenti avessero tale bordatura.
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