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ONORI
NR.3b
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NAPOLEONE BONAPARTE
NELLE OPERE DI JACQUES-LOUIS DAVID
(SECONDA PARTE)
di
LUCIO DOTTAMI
con la consulenza del
Prof. ALDO BACCIONE
Docente di Storia dell'Arte
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Di tono completamente diverso è invece il ritratto di Napoleone che David eseguì dodici anni dopo su commissione di un ammiratore Inglese dell'Imperatore: il Conte di Douglas.
Assai lontano dalla concezione eroica del Napoleone che varca le Alpi ci si trova di fronte una presenza più umana e realistica, che meglio si confà alle necessità del momento e a quel senso di comprensione, di bontà e di perdono che Bonaparte vuole ora appaiare al proprio ego.
PORTRAIT DE NAPOLEON
DANS SON CABINET DE TRAVAIL
1812
204 X 125 cm
Galleria Nazionale d'Arte di Washington D.C.
(U.S.A.)
L'opera è così piena di dettagli che vale la pena soffermarcisi un attimo.
1
L'orologio della pendola segna le 4 e 13 mentre le candele accese sono quasi consunte, perciò è tarda notte.
Del resto è risaputo che Bonaparte dormiva ben poco ed era solito lavorare fino quasi all'alba.
Lo stesso Imperatore, rimasto contento del ritratto, lodò l'operato di David con queste parole: "Mi avete capito fino in fondo, mio caro David; di notte mi occupo della felicità dei miei sudditi, di giorno costruisco la loro gloria".
2
Sulla destra del quadro, sul tavolo, vi sono dei fogli arrotolati che riguardano il "Code Napoleon", opera fondamentale della moderna civiltà giuridica europea e mondiale che fu promulgata il 21 Marzo 1804.
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In primo piano il trono fregiato con le api, simbolo di Napoleone, con sopra posata la spada da Cerimonia.
A proposito del trono Napoleone, col pragmatismo che sempre lo contraddistingueva, ebbe a dire che era solamente uno scranno pieno di orpelli, e che era l'uomo che vi si siedeva a renderlo importante.
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Nella mano sinistra Napoleone stringe il Sigillo Imperiale, mentre la mano destra è infilata nel panciotto; gesto consueto, diventato leggendario grazie all'anedottistica Napoleonica, il quale era già stato riportato in opere precedenti appartenenti ad altri artisti.
5
Sul pavimento, a sinistra, è, posata una carta semi arrotolata dell'Europa, sul cui retro l'artista ha posto firma e data.
PORTRAIT DE GENERAL NAPOLEON BONAPARTE
(INCOMPIUTO)
1797
81 X 64 cm
Museo del Louvre di Parigi
(FRANCIA)
Questo abbozzo iniziale, dove solo la testa è dipinta (si nota chiaramente l'ecru della tela), faceva parte di una grande composizione che doveva ritrarre il Generale Bonaparte, reduce della Prima vittoriosa Campagna d'Italia, nell'atto di stipulare il trattato di pace.
Napoleone però posò solamente una volta, per circa tre ore, nello studio di David per poi non farvi più ritorno; l'artista preferì lasciare l'opera incompiuta piuttosto che lavorarvi senza il modello principale e, in seguito, ne ridusse le dimensioni.
È interessante riferire il resoconto di Delcluze, allievo di David, presente a quell'unica seduta: "Indossava una semplice redingote blu col colletto alto, che ne metteva in risalto il volto giallastro e magro, abbellito allora dalla disposizione artificiale della luce che ne accentuava le forme grandi e ben marcate".
PORTRAIT DE NAPOLEON EN COSTUME IMPERIAL
(BOZZETTO)
1805
50 X 41 cm
Museo delle Belle Arti di Lille
(FRANCIA)
Questo bozzetto, eseguito su tavola, non fu mai tradotto da David in opera compiuta, cosa che invece fece il suo allievo Jean-Dominique Ingres l'anno dopo (vedi immagine sottostante).
Anche se quella di David rimane a livello "larvale" è inressante comparare le differenze sostanziali tra le due opere.
Il Napoleone di David, nonostante i paramenti Imperiali e la pompa grandiosa che lo circonda, rimane solo un uomo anche se investito del potere supremo di uno Stato dell'epoca, mentre quello di Ingres appartiene ancora a una concezione medioevale, quasi neobizantina, del potere, ma anche qui, osservando attentamente e prescindendo da sorpassati pregiudizi di ordine politico-religioso, l'effige sacra ideata dall'artista resta un inno grandioso e insuperato del potere terreno e, per quel che concerne i valori prettamente pittorici, bisogna risalire alle più sottili raffinatezze degli antichi fiamminghi per trovare esempi di uguale maestria tecnica.
Jean-Dominique Ingres
NAPOLEON SUR SON TRONE IMPERIAL
1806
260 X 163 cm
Museo dell'Armata di Parigi
(FRANCIA)
FINE SECONDA PARTE
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