|
SACRE DE L'EMPEREUR NAPOLEON Ier ET COURONNEMENT
DE L'IMPERATRICE JOSEPHINE DANS LA CATHEDRALE
NOTRE DAME DE PARIS LE 2 DECEMBRE 1804
1807
621 X 979 cm
Museo del Louvre di Parigi
(FRANCIA)
|
|
Per rappresentare l'Inconorazione di Napoleone nella Cattedrale di Notre Dame a Parigi, David affermò di voler fare una "composizione-ritratto".
Tale composizione, che pur derivando dalle suggestioni dalla pittura barocca, era senza veri precedenti nella tradizione e, in un certo senso, preludeva a forme espressive, ancora di là da venire, quali la fotografia e persino il cinematografo.
David ci presenta obbiettivamente la scena quale si offriva ai suoi occhi di eccezionale spettatore; non abbiamo l'intervento di divinità o di altri esseri favolosi, bensì il ritratto fedele di una precisa Cerimonia storica resa con una cura meticolosa del particolare e, nello stesso tempo, dipinta con una vivacità e una ricchezza cromatica che ci danno atto delle immense possibilità dell'artista in questo campo.
Le Sacre (è questo il titolo abbreviato dell'opera che molti usano per praticità) offre notevoli spunti di interesse: era intenzione dell'artista cogliere il momento in cui Napoleone, a dispetto del Papa fatto venire "forzatamente" da Roma, posò sul proprio capo la Corona dopo averla quasi strappata dalle mani del Pontefice (pronunciando la famosa frase "Dio me l'ha data guai a chi osa togliermela"), a Napoleone però quel gesto sembrò troppo brutale per rimanere fissato per sempre su una tela, così David fu costretto a scegliere l'istante immediatamente successivo della Cerimonia, quello in cui Bonaparte, cinto ormai con l'alloro, alza la Corona sul capo chino della moglie Josephine.
Quando l'Imperatore stesso si recò nello studio del Maestro per vedere il dipinto disse "Bene, molto bene David. Avete penetrato fino in fondo il mio pensiero, mi avete fatto Cavaliere Francese. Vi sono grato di aver tramandato ai secoli a venire la prova d'affetto che ho voluto dare a colei che divide con me le pene del governo".
Questa frase, pronunciata in pubblico e per il pubblico, non fu altro che una squisitezza formale di Napoleone, il quale, in realtà, era già bene al corrente di ogni particolare della composizione essendo ossessiva l'attenzione che egli concedeva ad ogni dettaglio delle forme artistiche che lo riguardavano o che patrocinava.
|
|
LE SERMENT DE L'ARMEE FAIT A L'EMPEREUR APRES LA DISTRIBUTION
DES AIGLES AU CHAMP DE MARS LE 5 DECEMBRE 1804
1810
610 X 971 cm
Museo Nazionale del Castello di Versailles
(FRANCIA)
|
|
Quest'opera risulta poco bilanciata dal punto di vista compositivo, di ciò tuttavia non si può incolpare David.
In mezzo al cielo, che appare vuoto, David aveva previsto una grandiosa Vittoria alata (vedi studio sottostante) in atto di gettare foglie e serti di lauro sugli astanti, ma a Napoleone la presenza di questa creatura ultraterrena, e allo stesso tempo convenzionale, risultò sgradita in quanto si doveva raffigurare solo la sua gloria ed egli doveva comparirvi quale unico distributore di onori.
Tuttavia anche la versione definitiva dell'enorme dipinto non manca di idee stupende; l'enfatico salutare dei Marescialli dell'Impero, che circondano l'Imperatore, è studiato con estrema intelligenza e bilancia mirabilmente lo scoppiettante ritmo ascensionale dei soldati, entusiasti per aver appena ricevuto le Aquile e gli Stendardi del loro Sovrano.
Quanto al gruppo delle Principesse e dei Cortigiani, felicemente impaginato fra le grandiosi colonne della quinta scenica, è reso con una leggerezza di tocco e una delicatezza cromatica estremamente accattivanti.
1808
18 X 29 cm
Museo del Louvre di Parigi
(FRANCIA)
Nelle intenzioni di David questi due grandi dipinti dovevano far parte di un ciclo di quattro opere che, nell'insieme, dovevano costituire la glorificazione della carriera civile-politica del Sovrano presentatandola nei suoi episodi salienti, quasi si trattasse della vita di un Santo.
Le altre due opere, a cui David però non mise mai mano, inizialmente si intitolavano: "Napoleon sur Trone au Notre Dame" e "Napoleon arrives au Hotel de Ville".
Di quest'ultima, a chiusura dell'articolo, vi proponiamo un piccolo studio.
1805
26 X 41 cm
Museo del Louvre di Parigi
(FRANCIA)
FINE ARTICOLO
|
TORNA A