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UNIFORMI
NR.3


UNIFORME DA MARCIA GRIGIO VERDE MOD.1934
DA TENENTE DI FANTERIA
DEL REGIO ESERCITO ITALIANO

di
GIOVANNI RIZZATTI


a ventata innovativa nel campo delle uniformi militari portata dall'allora Ministro della Guerra Gen. Baistrocchi nel 1934, modifica radicalmente l'immagine dei nostri militari.
Nuove giubbe, copricapo ed equipaggiamenti, sicuramente più pratici ma meno eleganti, impiegheranno un po' di anni per essere completamente "digeriti" anche dai ranghi più alti dei nostri comandanti, a tal punto da indurre i legislatori ad emettere una serie di circolari (il cui contenuto è fortemente di richiamo e monito) ribadendo le nuove disposizioni.
La modifica più sostanziale è sicuramente l'apertura del bavero delle giubbe, mettendo così in evidenza camicia e cravatta, quest'ultima, per alcuni reparti, nel colore caratteristico.
Iniziamo questa nostra rassegna descrivendo l'uniforme appartenuta ad un giovane Ufficiale di Fanteria, chiamato a svolgere il proprio servizio di prima nomina negli anni a cavallo della riforma.



Qualche affermato collezionista, ormai "rodato" da questa nostra passione, potrà sicuramente muoverci la critica che si tratta dell'uniforme più comune sotto l'aspetto collezionistico, sia per quanto riguarda il grado che per l'Arma di appartenenza, certamente una tra quelle di minor valore economico.
Ma ciò che ci ha spinto in questa scelta, è stata la volontà di rendere omaggio, con questa prima scheda, alle migliaia di soldati sconosciuti che, poco più che ventenni, hanno sacrificato la propria vita sui vari fronti di guerra, orgogliosi di appartenere a quell'Arma che qualcuno ha definito "la Regina di tutte le battaglie".

LA GIUBBA
Realizzata in cordellino di lana grigio verde, è provvista di bavero in velluto nero con filettatura in panno rosso scarlatto, colore caratteristico della Fanteria.
Infatti tale filettatura la troviamo anche all'estremità dei paramani (caratteristica delle solo Armi combattenti) e sul perimetro esterno delle controspalline.





Le tasche, due piccole al petto e due più grandi ai fianchi, sono di tipo applicato, con cannello centrale e alette a taglio orizzontale, chiuse ognuna da un bottoncino in metallo dorato, con in rilievo il fregio della Fanteria, dello stesso tipo di quelli più grandi che chiudono, anteriormente, la giubba.
Su entrambe le maniche, al di sopra dei paramani, sono cuciti i distintivi di grado in gallone dorato.
Le controspalline, di tipo mobile e bloccate da un bottoncino dorato con gambo a vite, riportano al centro il fregio della specialità ricamato in filo metallico (canottiglia).



Gli attributi di tale capo sono costituiti dal distintivo divisionale (in ottone smaltato) cucito sul braccio sinistro (1) e da eventuali distintivi di specialità.



Sopra al taschino sinistro invece, possono essere sistemati i nastri delle decorazioni o i distintivi Reggimentali.

CAMICIA E CRAVATTA
La camicia, con questo tipo di uniforme, è color grigioverde, con semi apertura frontale (coperta dalla cravatta anch'essa realizzata in seta grigioverde), due tasche al petto e controspalline semi mobili.
Normalmente essa era a acquistata privatamente presso negozi o sartorie private oppure presso le stesse Unioni Militari sperse un po' sul territorio metropolitano che sulle colonie all'estero.
In effetti, molto spesso, le indicazioni del costruttore sono riportate su etichette in stoffa cucite in prossimità del colletto.


PANTALONI
I pantaloni, confezionati con lo stesso materiale della giubba, sono del tipo detto "alla cavallerizza", cioè a sbuffo sui fianchi e stretti in corrispondenza del polpaccio, in modo da essere infilati negli stivali o nei gambali in cuoio nero.
Sui fianchi, lungo quindi le cuciture laterali, sono applicate le bande in panno nero con filettatura centrale di colore scarlatto.




Due tasche ai fianchi e due posteriori con bottoncino completano il capo.

COPRICAPO
Con questa uniforme il copricapo d'ordinanza è costituito dal berretto da campo (comunemente soprannominato "bustina"), qui nell'esemplare del 1934, confezionato sempre in cordellino e riportante frontalmente il fregio della specialità (due fucili incrociati con al centro il tondino sormontato dalla corona reale).
Esso è costituito da una calotta, una visiera (in unico pezzo nel Modello '34 e in due in quello successivo del 1935) e di un copriorecchie, portato alzato e sovrapposto alla calotta, fissato con bottoncini automatici.
Tale copricapo rappresenta per gli Ufficiali una novità; infatti solo la truppa disponeva in precedenza di un modello analogo, impiegato con l'Uniforme da fatica.



Sul fianco sinistro, appena dietro la visiera, è cucito il distintivo di grado, nel nostro caso rappresentato da due stellette ricamate in canottiglia dorata.
Nel tondino del fregio, in panno o velluto nero, è riportato il numero del reggimento oppure una croce (anch'essa in metallo dorato) per gli Ufficiali non appartenenti a Reggimenti (ad esempio aggregati a Scuole o Istituti Militari).


EQUIPAGGIAMENTO
Il cinturone in cuoio marrone tipo Sam Brown, ereditato dagli inglesi alla fine del primo conflitto mondiale completo di spallacio e fondina per la pistola d'ordinanza Beretta mod.1934 in cal. 9 mm costituisce l'equipaggiamento di tutti gli Ufficiali, di qualsiasi arma e grado, con questo tipo di Uniforme.







Completano il tutto i guanti in pelle marrone.
Come calzatura, stivali in cuoio nero di fattura privata, con suola in cuoio.

Nota:
(1) Tale distintivo, a forma di scudo ed ornato da un gladio romano e da un gruppo di foglie di quercia, fu adottato nel 1934, con Circolare 727 del Giornale Militare Ufficiale.
Era realizzato in metallo dorato su fondo azzurro (smaltato per gli ufficiali) e prodotto dalle diverse aziende di medaglie, quali, ad esempio, i F.lli Lorioli o gli Stabilimenti Artistici Fiorentini.
Tre piccoli fori ed un'asola in filo metallico consentivano di assicurarlo alla manica della giubba.



(Foto d'epoca)
Tenente di Fanteria in Uniforme da marcia con bustina.

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