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UNIFORMI
NR.4


UNIFORME DA MARCIA GRIGIO VERDE MOD.1934
DA CAPITANO DEI GRANATIERI
DEL REGIO ESERCITO ITALIANO

di
GIOVANNI RIZZATTI


on questa seconda scheda (N.d.R.: la prima è quella dedicata all'Uniforme da Tenente di Fanteria vedi) continuiamo ad analizzare le diverse Uniformi introdotte nel 1934 dalla già citata riforma Baistrocchi.
Tra le varie specialità della Fanteria sono compresi anche i Granatieri, discendenti dal Reggimento "Guardie", voluto nel 1659 dal Duca Carlo Emanuele II°, considerati pertanto, la Specialità più antica del nostro Esercito.
Andiamo allora a vedere nel dettaglio gli elementi che compongo l'Uniforme d'Ordinanza di un Capitano dei Granatieri nel periodo 1934-1940.



LA GIUBBA
Il materiale con la quale è confezionata è il solito cordellino di lana grigio verde.
Sul bavero in panno rosso scarlatto sono cuciti i due grandi alamari
(1) in filo metallico con stellette.
Controspalline filettate sempre in panno scarlatto con, al centro, il fregio del Corpo, una granata con lingue di fuoco.
La parte inferiore delle controspalline poteva essere sia in panno scarlatto che grigio verde.
Anche ai paramani e applicata la filettatura caratteristica.
Sopra di essi sono cuciti i distintivi di grado, costituiti dai tre galloni con occhiello, caratterizzanti per l'appunto il grado di Capitano.
Come per tutti gli altri Ufficiali, la giubba è provvista di quattro tasche a toppa e chiusa da quattro bottoni esterni di colore oro con in rilievo il fregio della Specialità.
All'interno, sul lato sinistro, è ricavata una tasca destinata a custodire effetti personali.
La giubba appartenuta al nostro Capitano ha cucito sulla manica destra il distintivo da ferito, costituito da una barretta obliqua ricamata in canottiglia dorata.
Sul taschino sinistro sono appuntati i nastrini delle decorazioni, segno di una valorosa partecipazione al Primo Conflitto Mondiale.




Particolare del colletto rosso con alamaro argentato.
Per dare maggior risalto alle stellette su mostrine o colletti chiari, gli Ufficiali utilizzavano particolari stellette metalliche con bordino verniciato di nero.
I nastrini delle decorazioni metalliche sono cuciti sul taschino superiore sinistro, disposti per importanza secondo un ordine prestabilito.
Il nostro Capitano ha sicuramente preso parte a duri combattimenti durate la prima guerra mondiale, meritandosi, nell'ordine (dall'alto in basso e da sinistra a destra):

Medaglia d'Argento al Valor Militare
2 Medaglie in Bronzo al Valor Militare
Croce al Merito di Guerra
Partecipazione a 4 anni di guerra (1915-1918)
Medaglia per l'Unità d'Italia del 1918



Sopra ai nastrini si notano le due asole ricamate in filo grigio utilizzate con la Grande Uniforme per sostenere le relative medaglie.



La controspallina riproduce, al centro, il fregio del berretto in dimensioni minori.
Il bottoncino è a vite, per consentire la sostituzione di queste controspalline con quelle a lastra metallica per la Grande Uniforme.



Sul braccio destro, a metà tra il gomito e la spalla, è cucito il distintivo per ferita in combattimento.



La tasca interna della giubba,
prevista per effetti personali.



Paramano filettato del colore caratteristico, per Ufficiali effettivi ai Reggimenti delle Armi combattenti e distintivo di grado in gallone dorato sottopannato in grigio verde.

CAMICIA E CRAVATTA
La camicia e la cravatta sono, come tutte le Uniformi da marcia, in stoffa color grigio verde.
Al petto della camicia due tasche a toppa con bottoncino in legno o fibra.


PANTALONI
Sulle bande laterali, la filettatura centrale è, come per la Fanteria, in panno scarlatto.
Il materiale con il quale sono confezionati i pantaloni è sempre quello della giubba, cioè il cordellino grigio verde.
Tale modello di pantalone non fu stato modificato dalle disposizioni del '34; risale infatti agli anni venti quando la Circolare 158 del Giornale Militare Ufficiale del 1923 introdusse sui pantaloni alla cavallerizza una banda laterale in seta nera con filettatura del colore caratteristico.
Successivamente (Circ. 521 del G.M.U. 1926) si modificò la seta con il panno nero.
Due tasche ai fianchi e due posteriori con bottoncino completano il capo.
In cintura è fissato un anello semiellittico in ferro cromato atto a sorreggere i pendagli della sciabola.
I pantaloni possono essere leggermente modificati nel giro vita tramite una martingala posteriore, regolabile tramite una fibbietta metallica ad ardiglioni.




Il colore della filettatura della giubba è qui richiamato anche nella banda laterale dei pantaloni.



La foto mostra, oltre all'apertura delle tasche laterali, la campanella semiellittica per i pendagli della sciabola e la taschina per l'orologio, soppressa dopo la guerra, per la maggior diffusione di orologi da polso.



La martingala cucita posteriormente ai pantaloni, costituiva una parziale regolazione del "giro vita"!



La tasca posteriore è chiusa tramite un bottone in legno o materiale sintetico, spesso riportante il nominativo della sartoria.



All'estremità dei pantaloni, due fettucce di stoffa si stringono alla gamba per mantenere il capo all'interno dei gambali o stivali in cuoio.

COPRICAPO
L'altro capo di corredo che, in seguito alle nuove disposizioni, subì una notevole trasformazione fu il cappello che, abbandonata la vecchia forma a tubo, passò ad una più moderna (già adottata da varie eserciti mondiali) di tipo piatto.
Realizzato nello stessa stoffa della giubba, riporta, nella fascia inferiore, i distintivi di grado, sotto forma di galloni dorati che la avvolgono completamente fino ad unirsi frontalmente sotto al fregio. Su questo copricapo il fregio (ricamato in canottiglia metallica color oro) occupa in altezza quasi tutto lo spazio compreso tra la visiera e l'estremità superiore.
Una granata fiammeggiante, con larghe lingue di fuoco, rappresenta il simbolo dei Granatieri.
Il n°2 nel tondino in velluto nero individua il Reggimento.
Più contenute le dimensioni sia del soggolo (sempre scorrevole) che della visiera rispetto al vecchi copricapo, ma ancora realizzati in cuoio verniciato di nero.
Due bottoni dorati simili a quelli della giubba ma di dimensioni ridotte costituiscono il solito sistema di fissaggio del soggolo al copricapo.






Il berretto mod.1934 visto frontalmente e lateralmente.
La fascia con i distintivi di grado cinge completamente il copricapo, andandosi ad unire in corrispondenza del fregio frontale.
Il fondo grigio frapposto ai galloni dorati è una caratteristica delle Armi combattenti.
Il sottogola, in cuoio o cartone nero, è fermato da due bottoni di dimensioni inferiori a quelli utilizzati sulle tasche della giubba, provvisti di un gambo a coppiglia in ottone.
Internamente sono spesso riportati gli estremi del produttore.
La tipica forma piatta di questo copricapo caratterizza i modelli dei primi anni.



Il bel fregio dei Granatieri, rappresentato dalla granata fiammeggiante, è in questo caso realizzato da sette lingue di fuoco ottenute da un ricamo misto di canottiglia e pajettes.
Il numero 2 indica l'appartenenza al Secondo Reggimento di stanza a Roma.

EQUIPAGGIAMENTO

Per l'Uniforme da marcia, sia con il berretto piatto che con la bustina, si porta il cinturone in cuoio marrone con fondina per l'arma d'ordinanza.
Oltre alla Beretta Modello '34 in calibro 9 mm, esistevano versioni ridotte (calibro 7,65 o 6,35), chiaramente distinguibili anche dalle relative fondine, molto apprezzate per la maggior comodità di trasporto.
Ci è anche capitato di trovare, tra le dotazioni di un Ufficiale, un simulacro in legno dell'arma d'ordinanza, nato con lo scopo di solo riempimento della fondina stessa!

Nota:

(1) Le origini degli alamari al Corpo dei Granatieri si fanno risalire al 1747, in occasione della vittoriosa battaglia dell'Assietta, tra Piemonte, Franca e Spagna.
Quale simbolo della vittoria su quest'ultima, il Re volle che si applicassero al collo delle giubbe del Reggimento "Guardie" gli alamari, tipico ornamento delle Uniformi Spagnole.



(Foto d'epoca)
Capitano dei Granatieri in Uniforme da marcia
con berretto rigido.

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